Sez Ner: la sede del diavolo tra le montagne svizzere

giovedì, 9 dicembre 2010, 21:47 | Category : altro, letterature
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Sez Ner
Arno Camenish
Edizioni Casagrande
€ 15,50
sss

Da solo il titolo già racconta di una storia ricca di sfumature: Piz Sézner è il nome della montagna dove è ambientata la storia; ma se si cambia l’accento, Sèz Nér, in lingua romancia significa “il nero dentro me stesso”; Sez Ner, in un mix tra tedesco e romancio, è anche la “sede del diavolo”. L’edizione originale del testo, infatti, presenta due versioni linguistiche: quella tedesca e quella romancia, lingua madre dell’autore, Arno Camenisch.
Scorrendo le pagine ci si disorienta: è ancora la lingua il mezzo per la storia, o la storia è diventata il mezzo per la lingua? Una trama semplice che metaforicamente potremmo meglio definire come un rapido susseguirsi di fotogrammi. Una fitta separazione in paragrafi che ci fa velocemente rimbalzare tra nuovi pittoreschi scorci alpestri. È qui che la nudità della lingua si manifesta in tutto il suo fascino: personaggi che, senza nomi propri (aiutocasaro, porcaio, bovaio, pastora…), si alternano in pochissimi dialoghi, neppure segnalati da virgolettati. Tutti e tutto sembrano confondersi con la fattoria, gli animali e la natura circostante. Alla crudezza dei termini ritorna facile avvolgerci nel freddo, nel buio e nel fetore del liquame che pervade gli ambienti.
Alla traduttrice Roberta Gado Wiener va sicuramente il merito di aver saputo adattare alla nostra più melodica lingua italiana, la durezza delle lingue d’oltralpe: sia conservando dei vocaboli in lingua originale, sia riadattando graficamente, al linguaggio della svizzera contadina, parole come: montanbaic, orvuar, vualì vualà, checiap, schilift… Non a caso le ultime pagine del libro sono dedicate proprio al dialogo tra l’autore e la traduttrice e alle difficoltà incontrate nel tradurre, dovendo confrontare due lingue diverse e nello stesso tempo, saperle riportare ritmicamente inalterate in una terza. Personalmente consigliamo di leggere queste pagine prima di avventurarsi nella lettura del testo, per poter cogliere al meglio alcune perle linguistiche.
Rimarrà deluso dal libro chi si aspetta il districarsi di una storia avvincente; al contrario, ne resterà incantato chi ha bisogno di affacciarsi su nuovi paesaggi, chi vuole leggere uno stile mai letto, ma che nello stesso tempo vuole ritrovare quel calore e quella saggezza atavica, comune a tutti i padri e alle madri che son cresciuti con, e per, la terra: “Sua moglie va in chiesa tutte le domeniche, lui non ci va volentieri, non perché non crede, che credere crede, ma non vede motivo d’alzarsi presto per trascinarsi in chiesa a ribiascicare le cantilene che biascica il prete (…) Con Dio lui ci parla quando miete a mano, sono i momenti migliori per parlarci”.

Arno Camenisch è nato nel 1978 a Tavanasa, nel Cantone dei Grigioni, scrive poesie, prose e testi teatrali, in tedesco e in romancio.

Alessandra Vitullo

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