Cosa nostra e mafia cinese si incontrano a Palermo

giovedì, 7 aprile 2011, 11:30 | Category : criminalità, mafia
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I cani di via lincoln  
Antonio Pagliaro
Laurana Editore, 2010
€ 16,50

Uno spaccato della Palermo dei giorni nostri, dove mafie nuove e vecchie si intrecciano. Un noir/thriller da leggere tutto d’un fiato grazie al ritmo serratissimo con cui l’autore ci conduce dentro il mondo della mafia siciliana e cinese. In via Lincoln ad avere il controllo è la famiglia Trionfante, con i fratelli Saro e Innocenzo, detti “i cani”. I negozi versano a loro il pizzo, se c’è da compiere un omicidio il permesso va chiesto a loro, se qualcuno sgarra sono loro a punire. Ma i due cani trovati impiccati alle lanterne del ristorante Grande Pechino sono un chiaro avvertimento. Il giorno dopo, nel ristorante, avviene la strage. Otto morti crivellati da colpi di kalashnikov: sei cinesi, un uomo con il volto reso irriconoscibile dai colpi d’arma da fuoco e il giornalista italiano Sortino. Protagonista delle indagini è il tenente Cascioferro, un uomo che non sempre domina le emozioni, che maledice il suo mestiere, la sua città e soprattutto la giustizia, che poi così giusta non è. Vorrebbe acciuffare i colpevoli con le sue mani, ma sa che non può farlo; la corruzione coinvolge tutti, buoni e cattivi, e la scoperta dei colpevoli non porta con sé la possibilità di punirli.

Cascioferro ne ha viste molte, scene del crimine, meno di un mese fa otto cadaveri e mezzo trucidati col kalashnikov, ma questa lo colpisce. Avrei dovuto proteggerli, pensa. Sono tre bambini. Non dovrebbe, perché è un tenente dei carabinieri in serviziosulla scena di un crimine, ma Cascioferro piange. Si nasconde ai colleghi. I colleghi lo guardano. Non attendono ordini perché non cisono più ordini da dare. Lo guardano come si guarda il capo quando si sta perdendo la battaglia. Lo guardano perché loammirano, perché è lui che deve consolarli per le sconfitte emotivarli per andare a vincerla, questa guerra.Il cuoco su Rai Uno: il piatto è pronto da servire in tavola. «Spegnete questa cazzo di tivvù», urla Grandinetti. Cascioferro piange e pensa: le bestie che hanno fatto questo non meritano un tribunale e avvocati difensori. Non meritano diandare liberi perché l’avvocato conosce le parole, i codici, icavilli. Cascioferro dubita della legge in cui ha sempre creduto. È un carabiniere e crede nel diritto. Credeva. Le bestie Cascioferro vuole strangolarle con le sue mani. Sa che non dovrebbe pensarlo. Sa di rappresentare lo Stato.Sa di essere la legge. Eppure lo pensa. Non ha altri desideri, solo quello: le bestievuole strangolarle con le sue mani.

L’autore crea un romanzo corale, spostando di volta in volta il punto di vista narrativo dal tenente Cascioferro agli altri protagonisti della vicenda. La sua scrittura graffiante, anche grazie all’uso del dialetto, si adegua a tutte le situazioni, alternando toni e registri, avvalendosi di un linguaggio crudo nelle descrizioni, scarno e diretto. Un noir terrificante, sofisticato, che fa luce su come la mafia cinese si sia ben radicata e addirittura intrecciata con quella siciliana. Merita veramente l’attenzione dei lettori.

Antonio Pagliaro, nato a Palermo nel 1968, fisico di professione, è con I cani di via lincoln al suo secondo romanzo, dopo Il sangue altrui (Sironi, 2007). Nel 2011 pubblica Il giapponese cannibale (edizioni Senzapatria). Ha collaborato anche con i quotidiani Liberazione e La Repubblica (Palermo).

Laura Frustaci

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2 Comments for “Cosa nostra e mafia cinese si incontrano a Palermo”

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  1. 1. antonio pagliaro » un noir terrificante e sofisticato
  2. 2. Un noir terrificante e sofisticato « i cani di via lincoln

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